Il pallone del mondiale mancato

Il pallone non è solo l’elemento principale del gioco del calcio, è anche un oggetto di marketing e di culto per i collezionisti e gli sportivi. Dalla prima edizione dei Mondiali ad oggi il pallone ha subito numerose variazioni. È cambiato a tal punto da diventare un vero oggetto di design e innovazione. Basti pensare che Telstar 18, il pallone dei mondiali del 2018, ha un chip incorporato che gli permette di dialogare con gli smartphone. Per esorcizzare il dispiacere della mancata qualificazione al Mondiale, perché non prendiamo la palla al balzo e immaginiamo il pallone del Mondiale Mancato?

Nel workshop gli studenti saranno liberi di pensare, progettare e realizzare il loro pallone ideale, utilizzando ed esplorando le tecniche più diverse. L’unica regola è che la palla abbia una circonferenza di circa 28 pollici (68-70 cm) e una forma completamente sferica. Potrebbe anche non essere un pallone, l’importante è che l’idea sia anche un modo per riflette sull’estate particolare che vivremo quest’anno. Magari l’occasione per aprirci a qualcosa di nuovo. Gli studenti al termine del workshop dovranno presentare un layout, un rendering o nella migliore delle ipotesi un prototipo del pallone ufficiale del Mondiale Mancato.

Dotazioni di base per studenti (cosa devono portare con sé): uno sketchbook, matita, colori. Computer

Lingua di erogazione: Italiano (inglese e francese per studenti stranieri)

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Curatore del workshop:
Valentina Moccia
Dopo gli studi presso UCC a Londra, inizia a lavorare in Italia come Art Director e Graphic Designer in Leo Burnett, Saatchi&Saatchi, Roma e Italian Independent, Torino. Da sei anni è freelance e i suoi lavori spaziano dal Brand Design all’editoria, dal Art Direction alla produzione. Designer appassionata di tipografia a e stampa tradizionale, crede che bisogna allenare la creatività sperimentando tra artigianato e nuove tecnologie per divertirsi quanto per progettare. Vive tra Roma e Parigi.